Manuel Facchini

L’esteta del futuro

Il suo mantra è uno sperimentalismo ardito che non conosce limiti se non quelli dettati dalle esigenze della progettazione industriale che fa di Byblos l’atelier del futuro. La sua vocazione a sviluppare uno stile che si evolve sui binari dell’innovazione continua di forme e concetti Manuel Facchini, talento carismatico e sensibile nonché anima creativa della maison Byblos, l’ha affinata e potenziata nella sua città del cuore, Londra, dove ha scoperto un mondo nuovo. “Mentre frequentavo la Central Saint Martins School ho avuto modo di misurarmi con una dimensione di creatività pura che mi ha aperto nuovi orizzonti non solo nell’ambito della comunità dei giovani stilisti della scuola ma anche osservando le abitudini della gente per le strade, il loro modo originale di esprimersi e di vestirsi, la loro attitude che lascia il segno”.

Dal suo racconto denso di emozioni visive Manuel manifesta un entusiasmo puro per la contaminazione di cui Londra è la fucina indiscussa. “Ho sempre coltivato la mia passione per l’arte fin da bambino, quando disegnavo con i pastelli le pareti di casa”. Cultore del bello e meticoloso perfezionista, Manuel Facchini ha studiato un approccio congeniale al fecondo connubio fra la sua sbrigliata creatività e le istanze del processo industriale, assimilate crescendo a contatto con le logiche dell’azienda oggi particolarmente aperta al dialogo con gli esponenti delle avanguardie artistiche internazionali. “Il mio amore per l’arte si dilata ad altre manifestazioni espressive della modernità : l’architettura, la scultura, la musica e il design”.

L’identità delle sue collezioni è definita essenzialmente da una visione sincretica della realtà. “Nella mia mente si sommano e si contrappongono concetti apparentemente inconciliabili che poi, raggiungendo una sintesi finale, diventano l’humus del progetto stilistico : per esempio l’arte di Damien Hirst che fissa, sublimandolo, l’attimo che separa la vita dalla morte, assemblata con il rock style anni’70 oppure l’estetica rigorista e suggestiva dei costumi dei samurai che si combina con lo spirito plastico delle opere di Santiago Calatrava”. Uno degli aspetti cruciali dello stile di Byblos così come reinventato da Manuel è appunto l’enfasi sulla plasticità voluttuosa delle forme e sulla consistenza scultorea e avvolgente dei volumi che forgiano silhouette up-to-date con un piglio sensuale e futuribile. A volte sembra che la matita sia soppiantata dallo scalpello. Un linguaggio sontuoso e pionieristico che proietta nel futuro canoni di elevata artigianalità, per un prêt-à-porter giocato sulla magniloquenza ma anche sulla concreta percezione della bellezza moderna che non può abdicare alla praticità. L’intuizione di Manuel è quella di plasmare un’estetica aulica destinata a donne reali, seppur bellissime e diafane, un cosmobarocco che denuncia palesi influssi cinematografici e iconografici ma anche una notevole ricerca profusa nel rapporto fra corpo e abito che, prendendo vita dall’elaborazione della maglieria, si declina gradatamente in tessuti solidi ma senza peso, come il faille, il mikado, l’organza doppia per abiti transepocali ma portabili.

Colto, introspettivo e brillante, Manuel Facchini possiede anche delle doti spiccate per lo sviluppo di strategie di comunicazione mirate a tradurre in sensazioni tangibili il messaggio che pervade le sue collezioni. Immagini forti, figure grintose e siderali che si stagliano sullo sfondo dell’omologazione imperante, sfidandone i clichés e gli steccati. In nome del nuovo che avanza e premia il coraggio e la perseveranza di talenti come Mauel Facchini che stanno formulando con successo un lessico stilistico internazionale.